Il Passo

Il compimento di un cammino è un’esperienza in cui si intersecano molteplici livelli, che interagiscono e a volte si scontrano: il corpo, la relazione, gli stati d’animo, i pensieri, l’autopercezione….. Ciò che avviene durante lo svolgersi di un cammino di più giorni sulle tracce di percorsi che sono stati solcati nei secoli da pellegrini e viandanti può divenire magico e sorprendente; “il cammino si fa andando” dice un noto scrittore sudamericano, e ciascuno effettuerà e costruirà il proprio cammino dentro un cammino più complessivo. La condivisone, la gradualità, la scoperta e l’ascolto sono gli ingredienti fondamentali che troverete in questa esperienza. Le risorse per portare a termine un cammino sono diverse, ma partono innanzitutto dalle “proprie forze”, intese sia come gambe che come perseveranza; la scoperta di come sia mutabile il limite di queste “proprie forze” potrebbe essere uno degli eventi che cambierà la vostra prospettiva. Infatti l’ ‘allargamento’ della propria identità verso gli aspetti inibiti è una delle chiavi di volta per la metamorfosi da compiersi durante il tragitto. Entreremo in quella che il noto antropologo Van Gennep chiama fase liminale, dove non si è più ciò che si era prima e non si è ancora ciò che si sarà dopo, dove tutto viene rimesso in gioco, tutto è da costruire, al fine di giungere a una nuova aggregazione. Sperimentando, durante la fase liminale del cammino, un nuovo ruolo, modalità relazionali e comunicative sconosciute, potenzialità mai sfruttate si ha l’opportunità di maturare una nuova definizione di sé, maggiormente apprezzata e all’altezza di affrontare le sfide poste dall’esistenza quotidiana. Il cammino si svolge con i piedi, con il corpo ma anche con la mente e l’anima; bisogna superare salite, pozzanghere, vesciche ma anche stereotipi consolidati, pregiudizi, mancanza di fiducia e speranza,fatica nel chiedere e dare aiuto, comportamenti reiterati finalizzati all’avverarsi del proprio destino non così desiderato. La metamorfosi di questi copioni sono un elemento imprescindibile per il reale successo di questa esperienza. Per giungere a una nuova aggregazione l’individuo deve riuscire a elaborare una nuova immagine di sé, a valorizzare le proprie risorse e specificità, giungendo a progettare una prospettiva di futuro allettante. Durante il cammino avviene una crescita sia dal punto di vista fisico (resistenza, tono muscolare, gestione della fatica) che per quanto riguarda l’autopercezione e l’autostima. L’incontro con il nuovo e lo sconosciuto, durante il percorso, stimolano e vincolano allo stesso tempo alla scoperta, alla domanda, alla curiosità, all’eterogeneità e all’esistenza di svariate alternative. La nostra proposta si articola sul compimento di alcune tappe della Via Francigena, da compiersi in parziale autosufficienza. La durata minima dell’esperienza è 2 giorni e può arrivare a 7 gironi.

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