…non è mai impossibile…

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Le relazioni per volare lontano

 

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” Non mi interessano le relazioni, sto meglio da solo! ” … Quante volte mi sono sentita dire questa frase…ma l’uomo, al contrario del criceto, non è fatto per star solo.

Le relazioni sono alla base di tutte le cose importanti…il lavoro, l’amore, l’affetto, sono una fonte inesauribile di emozioni e di occasioni…

Avere una buona rete sociale ci permette di condividere i momenti migliori, sommando il nostro piacere a quello di chi amiamo…e di condividere le fatiche, perchè un peso pesa meno se portato da tante spalle. E allora ci vuole un pò di buon senso…

….Il buon senso di un’oca

Il prossimo autunno, quando vedrete le anatre selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione a volo a “V”, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo il motivo per cui volano in quel modo.

Quando ciascun volatile sbatte le ali, crea una spinta dal basso verso l’alto per il volatile subito dietro.
Volando in formazione a “V”, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un volatile che volasse da solo.
Quando un’anatra si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola, e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.

Quando la prima anatra si stacca, si sposta lateralmente e un’altra anatra prende il suo posto alla guida.

Le anatre gridano da dietro per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità
Quali messaggi mandiamo quando gridiamo da dietro?

Infine ,quando un’anatra si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, le due anatre vicine ne escono insieme a lei e la seguono giu’ per prestare aiuto e protezione.
Rimangono con l’anatra caduta finchè muore o si riprende e,  soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere di nuovo il loro gruppo.

…proviamo anche noi ad avere il buon senso di un’oca.

Silvia Pagani

Intorno al fuoco

 

fuoco

E’ un momento difficile per i ragazzi di uno dei gruppi che
seguo. Girano più bugie del solito, sono stanchi e probabilmente spaventati dai loro stessi comportamenti. Abbiamo parlato tanto di cosa è successo e di cosa sta succedendo, abbiamo parlato…troppo.

Ecco sì…forse abbiamo parlato troppo. Così ho pensato che forse il loro comportamento potesse dipendere anche dalla delusione, da una stanchezza che conoscono bene, che è quella che ci assale quando abbiamo l’impressione che niente cambi…

Ci ho pensato, in tutti i miei trasferimenti in auto, le mattine in metropolitana, mentre cucinavo e mentre rientravo a casa la sera… e alla fine ho capito:  si è spento il fuoco.

Nei miei ragazzi si è spento il fuoco dell’entusiasmo, quello della passione, quello dei sentimenti. Davanti alle difficoltà che la vita ci porta incontro,  spesso ci sentiamo spazzati via, ed il fuoco si spegne. E’ difficile continuare a crederci quando le cose vanno al contrario di come vorremmo…

Questa mattina abbiamo portato le sedie nel prato, ci siamo seduti in cerchio all’aperto, accanto al vecchio mulino dove l’acqua scorre vigorosa, ed abbiamo acceso un fuoco.

Abbiamo fatto il nostro solito gruppo terapeutico attorno al fuoco.  Non so ancora quali saranno i risultati. Per ora la cosa più percepibile dall’esterno è che tutti e sei puzziamo…odore di fuliggine, di bruciato, di focolare…di cose antiche.

Forse il fuoco, il fumo, la cenere, ci hanno  risvegliato antichi echi, forse abbiamo risvegliato gli archetipi assopiti nel profondo… non lo so, ma una cosa è sicura: oggi siamo stati bene e ognuno di loro è riuscito a raccontare qualcosa di più del solito, non solo con le parole, ma con i gesti, con gli sguardi…. con il cuore.

 

Silvia Pagani

Workaholic

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Le dipendenze comportamentali sono ormai divenute argomento frequente. Chi si occupa di dipendenze deve ormai da anni fare i conti con questo nuovo capitolo. La sexual addiction, lo shopping compulsivo, la dipendenza da lavoro…ecc. Non è però soltanto un argomento significativo per gli operatori del settore, ma anche per la popolazione in generale. I comportamenti dipendenti sono sempre legati ad una distorsione di lettura.
Mi spiego meglio: la sessualità è una parte importante della nostra vita, ci porta in un momento di fusione con l’altro ed è l’unica possibilità che abbiamo di vivere una condizione di totale immersione nell’anima dell’altro senza parlare di psicosi. È una parte della nostra vita nutriente e che completa la vita adulta. Da qualche decennio però la sessualità è stata svuotata del suo significato. Troviamo immagini a sfondo sessuale ovunque ed il messaggio che arriva è relativo ad una sessualità vuota, fine a sè stessa, slegata da qualunque significato di unione, condivisione, progetto. Ed ecco che parallelamente si fa avanti la dipendenza sessuale. Stessa cosa succede con lo shopping. Per incentivare gli acquisti sono stati creati falsi bisogni,mode, centri commerciali che diventano i nuovi luoghi di aggregazione. Comprare si svuota del suo significato. Non è più spendere per avere qualcosa che ci serve o che ci dà piacere, ma perchè è un gesto automatico, tanto che spesso dopo l’acquisto l’oggetto perde di fascino e non ci interessa più. Ed ecco farsi largo la dipendenza da shopping.
Cosa possiamo pensare quindi della workaholic, o dipendenza da lavoro? Sempre pìù spesso si presentano in studio e in ambulatorio persone che lamentano tossicodipendenza e/ o alcolismo, ma che non si accorgono che la dipendenza primaria è quella da lavoro.Anche in questo caso il lavoro ha preso una forma molto distante da quello che dovrebbe essere. Non c’è niente di meglio che poter fare per lavoro ciò che ci piace, ma comunque sempre di lavoro si tratta. Produciamo delle cose…idee, oggetti, progetti che miglioreranno le condizioni di vita di qualcuno. Quando però fare un lavoro diventa l’unico modo per sentirci vivi, esistenti e presenti nella testa degli altri allora di nuovo siamo nell’ambito di una distorsione. Chi dovrebbe preoccuparsi di ciò? Chiaramente chi ne soffre perchè non ha più spazio fisico o mentale per altro, ma anche i compagni, i figli, gli amici che si troveranno a dividere il tempo, poco, con un corpo senza anima ( l’anima anche nel tempo libero sarà al lavoro!).
Ma la cosa alla quale spesso non pensiamo è al danno che questo rappresenta per le aziende e comunque per il mondo del lavoro. Apparentemente una persona affetta da workaholic sembrerebbe il lavoratore ideale, sempre sul pezzo! In realtà, come in tutte le dipendenze, l’attaccamento all’oggetto della dipendenza, in questo caso il lavoro, non è un attaccamento d’amore ma l’unica possibilità di costruzione dell’identità, identità sovrapposta purtroppo al ruolo lavorativo. Una persona dipendente dal lavoro non ama il suo lavoro, ne è prigioniero. La resa progressivamente diminuisce, il caos regna sovrano. Clienti e colleghi faticano a collaborare perchè sono travolti dall’onda di agiti del dipendente. Diversi studi hanno dimostrato come i risultati professionali di queste persone abbiano un apparente picco di aumento in una breve fase iniziale, e di come precipitino successivamente in modo irreversibile.
Non credo sia sufficiente occuparsi di workaholic nei nostri studi, anche perchè spesso non c’è la consapevolezza del disturbo; credo sia necessario, e urgente, entrare nelle aziende, nelle ditte, negli uffici e fare proposte di prevenzione per migliorare la qualità della vita dei lavoratori, ma anche per anticipare e prevenire alle aziende danni importanti che già iniziamo a vedere all’orizzonte.
Silvia Pagani

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Prossimo appuntamento!

IL CAMBIAMENTO

MORTE E RINASCITA

Cambiamento

Ciclo di incontri centrato sulle strategie di supporto per trasformare i momenti di crisi o di cambiamento, in momenti di rinascita.

PRENOTAZIONI ENTRO IL 12 MARZO.

Quando?

18, 25 marzo

8, 15, 29 aprile

A che ora?

dalle 19.30 alle 21.00

Dove?

Altro che storie, via Dei Benedettini 10, Milano. MM rossa Bande Nere, Primaticcio

Contatti

Silvia Pagani – Tel. 335 68 13 590; e-mail: silvia-pagani@virgilio.it

Loredana Seminati -338 32 16 573; e-mail: loredana.seminati@tiscali.it

Costo

30 € cad a incontro, comprensivi di materiale.

PRENOTAZIONI ENTRO IL 12 MARZO.

Il cambiamento

La crisalide e la farfalla

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Menopausa e climaterio,
Morte e rinascita.

Incontro gratuito di riflessione su una grande opportunità nella vita di ogni donna e di chi le sta accanto.

Mercoledì 18 dicembre ore 18.00
Scriptorium Cafè      sala incontri
via sant’Agnese 12, Milano

Numero chiuso, prenotazioni entro lunedì 16 dicembre
335 6813590
amal.teia@hotmail.com

Inoltre

Mentesport organizza incontri sul tema
Crescere con lo sport

Prossimo incontro gratuito
“Il ruolo del genitore nella pratica sportiva del figlio”
Giovedì 5 dicembre

Per maggiori info
http://mentesport.files.wordpress.com