La crisalide e la farfalla

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Menopausa e climaterio,
Morte e rinascita.

Incontro gratuito di riflessione su una grande opportunità nella vita di ogni donna e di chi le sta accanto.

Mercoledì 18 dicembre ore 18.00
Scriptorium Cafè      sala incontri
via sant’Agnese 12, Milano

Numero chiuso, prenotazioni entro lunedì 16 dicembre
335 6813590
amal.teia@hotmail.com

Inoltre

Mentesport organizza incontri sul tema
Crescere con lo sport

Prossimo incontro gratuito
“Il ruolo del genitore nella pratica sportiva del figlio”
Giovedì 5 dicembre

Per maggiori info
http://mentesport.files.wordpress.com

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la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare..

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A 13 anni Larry Walters vide per la prima volta dei palloni meteorologici che pendevano dal soffitto di un negozio.
Era il 1962 e fu allora che seppe che un giorno sarebbe stato portato in alto da quei palloni.
Per 20 anni Larry, diventato un camionista, continua a pensare a quei palloni, ha un sogno…
Ed ecco che il 2 luglio 1982, Larry lega 42 palloni ad elio ad una sedia a sdraio Sears nel cortile di casa della sua ragazza a San Pedro, in California e si mette a sedere!
Ha con sé della carne di manzo essiccata, un paracadute ed altri oggetti, tra cui una bussola e un fucile ad aria compressa.
Il suo piano prevedeva di sollevarsi seduto sulla sedia da giardino alla quota di circa 9 metri da terra, per rimanervi a fluttuare per diverse ore attraverso il deserto. Al momento di scendere, Walters avrebbe fatto scoppiare alcuni palloni, così da scendere dolcemente al suolo.
Ma le cose non andarono secondo i piani di Larry.
Non appena tagliò la prima corda, anche la seconda cedette e Lerry fu sparato nel cielo a più di 1.000 piedi al minuto. Raggiunse in un attimo i 4600 metri di quota.
Fu così veloce la sua ascesa che perse gli occhiali.
Per diverse ore Larry fu alla deriva guidato da correnti di aria fredda che lo portarono in zona di rotte trafficate nei pressi del Los Angeles International Airport ad attraversare lo spazio aereo.
Un pilota in volo comunicò via radio alla torre di controllo che stava passando un ragazzo in una sedia a sdraio!
Sul momento della discesa più voci si dividono; ciò che è certo è che Lerry perse il fucile che serviva a far esplodere i palloni, ma che in un modo o nell’altro il “velivolo” iniziò lentamente a perdere quota, spostandosi verso terra e finendo per colpire con i cavi dei palloni alcune linee elettriche, che causarono un black out di 20 minuti al quartiere di Long Beach.
E così in balia degli eventi fino all’atterraggio.
Larry toccò terrà illeso.
Lo aspettava la polizia dipartimentale di Long Beach, che lo arrestò immediatamente.
Interrogato da un giornalista, Walters rispose che aveva fatto tutto quanto perché
“un uomo non può stare con le mani in mano”.

Ok, come esempio è decisamente estremo e Larry se la deve esser vista proprio brutta (checché ne abbia detto poi..) ma cosa distingue una pazzia da un sogno? Cosa ci spinge a voler realizzare a tutti i costi un idea fino ad arrivare con una sedia da giardino a 4600 metri d’altezza?
Cosa distingue un piano ben studiato, programmato, ponderato dall’illusione di un agire sull’impulso, anche se lungo 20 anni, che prende in considerazione il fattibile ma non le reali conseguenze?

I sogni spesso rimangono tali, si dissolvono, si dimenticano, si impolverano.
Altre volte invece si trasformano, si modellano, evolvono in progetti, in percorsi… Ed è a questo punto che un uomo non può stare con le mani in mano! Ma perseguire, studiare, rincorrere…

Ciò non toglie che a tutte le età, in qualsiasi forma e colore, sognare sia vitale, necessario, arricchente..e non costa nulla!

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Finché sarà passata la tua ira… Facile a dirsi!

Prima di partire per le vacanze sono inavvertitamente inciampata in una bancarella che vendeva, casualmente, libri a 3€.
Ora, come si può ignorare questo segno del destino e lasciarsi scappare ciò che il fato ti mette davanti per di più alla modica cifra di 3 €?
E quindi, nonostante sapessi di non poter portare nulla sotto l’ombrellone per un increscioso problema di rapporto tra bagaglio a mano e peso, mi sono portata a casa 5 nuovissimi e a me sconosciuti libri.

Poco prima di partire inizio a leggere il meno attraente, con il pensiero di poterlo lasciare a metà se non avessi finito in tempo e invece.. Quello che doveva essere un giallo da spiaggia mi ha catapultato nel nord della Svezia sotto il ghiaccio e la neve con una velocità sorprendente.

“Ricordo come siamo morti” queste le prime quattro parole del libro
e “iniziamo bene” le prime due del mio primo pensiero.

Si, mentre sostenevo con una pesantezza immane gli ultimi sforzi prima delle ferie, non avevo voglia di imbattermi in qualcosa di macabro o pesante, ma sono andata avanti e.. basta. Sono solo riuscita ad andare avanti. Tanto da portarmelo in aereo, finirlo in volo e riportarmelo poi a casa.

Leggero ma con quel qualcosa in più che in un ‘poliziesco’ non trovavo da molto.
La mia cartina di tornasole in quanto a libri è la mia dolce metà, l’uomo capace di trascinare un libro per mesi e mesi, di farlo durare un’intera stagione, o di finirlo nel tempo in cui tu vai a buttare la spazzatura!
Così, lo sottopongo al vaglio e il risultato è stato poi quello di andare a ricercare i primi tre libri di Åsa Larsson.. Che magari andrebbero letti prima di questo, avendo a risolvere i casi le stesse due protagoniste.. Ma per me non è stato così fondamentale.

Insomma, come sempre non ho detto granché della storia ma è di nuovo un libro che nel suo piccolo si fa SENTIRE.. io proverei.

Buona lettura!

“Finchè sarà passata la tua ira”
Åsa Larson

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo..

E’ finalmente arrivata l’estate e non posso proprio privarMi del piacere di dare qualche spunto per una “fresca” lettura..
Nonostante il titolo (la frase che ho scelto da l’inizio alla storia sempre verde di Anna Karenina, 1887 Lev Tolstoj), non starò a consigliarvi i grandi classici ma invece cercherò di farvi immergere in una sgangherata famiglia irlandese, capitanata da Agnes, madre politically ‘S’correct di sette figli.

In realtà i libri, scritti da Brendan O’Carroll, sono quattro (usciti secondo l’ordine cronologico della storia, “Agnes Browne mamma”, “i marmocchi di Agnes”, “Agnes Browne nonna”; ad eccezione dell’ultimo, “Agnes Browne ragazza”, che invece si presenta come un antefatto e riporta alla giovinezza della nostra eroina) e raccolgono la saga tragicomica di Agnes Browne nella Dublino proletaria degli anni ’60.

Ho trovato per caso il primo dei libri in una bancarella dell’usato qualche anno fa e l’ho trovato strepitoso! Quindi a quel punto è iniziata la caccia agli altri..
Agnes è divertente, dissacrante, “inguaiata” ma una vera “tosta”, non sempre ci azzecca ma non si perde mai d’animo (e con sette figli ed un marito come Rosso Browne le prove da superare sono tante!). Ha 34 anni, proviene da un quartiere popolare di Dublino e la sua vita non è, ne sarà, facile, ma Agnes ha sempre le maniche rimboccate e la battuta pronta.. ma soprattutto, mentre scrivo mi accorgo che ciò che mi ha veramente colpito è il fatto che pur parlando del “volgo” questo libro non risulta mai volgare.
Agnes non è l’emblema dell’impeccabile genitore, e non ha la pretesa di dare grandi insegnamenti ma tutto sommato alle volte serve anche questo..
Buona lettura!

p.s. per chi invece preferisce i film ai libri, ho da poco scoperto che la storia di Agnes è stata portata sulle scene da Anjelica Huston nel 1999 (La storia di Agnes Browne).
Non ho ancora avuto modo di vedere questo film ma non me lo lascerò scappare ancora per molto!

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La rabbia in un’intervista per Più Sani Più Belli…

…e la donna nella foto mi somiglia in un modo inquietante!!!

leggi l’intervista   http://www.piusanipiubelli.it/tieni-a-bada-tua-rabbia.htm

p.s.

Io non sono psicologa come dice la didascalia sotto la foto.La mia formazione è in consulenza sessuologica e pedagogia curativa ad indirizzo antroposofico.