Finché sarà passata la tua ira… Facile a dirsi!

Prima di partire per le vacanze sono inavvertitamente inciampata in una bancarella che vendeva, casualmente, libri a 3€.
Ora, come si può ignorare questo segno del destino e lasciarsi scappare ciò che il fato ti mette davanti per di più alla modica cifra di 3 €?
E quindi, nonostante sapessi di non poter portare nulla sotto l’ombrellone per un increscioso problema di rapporto tra bagaglio a mano e peso, mi sono portata a casa 5 nuovissimi e a me sconosciuti libri.

Poco prima di partire inizio a leggere il meno attraente, con il pensiero di poterlo lasciare a metà se non avessi finito in tempo e invece.. Quello che doveva essere un giallo da spiaggia mi ha catapultato nel nord della Svezia sotto il ghiaccio e la neve con una velocità sorprendente.

“Ricordo come siamo morti” queste le prime quattro parole del libro
e “iniziamo bene” le prime due del mio primo pensiero.

Si, mentre sostenevo con una pesantezza immane gli ultimi sforzi prima delle ferie, non avevo voglia di imbattermi in qualcosa di macabro o pesante, ma sono andata avanti e.. basta. Sono solo riuscita ad andare avanti. Tanto da portarmelo in aereo, finirlo in volo e riportarmelo poi a casa.

Leggero ma con quel qualcosa in più che in un ‘poliziesco’ non trovavo da molto.
La mia cartina di tornasole in quanto a libri è la mia dolce metà, l’uomo capace di trascinare un libro per mesi e mesi, di farlo durare un’intera stagione, o di finirlo nel tempo in cui tu vai a buttare la spazzatura!
Così, lo sottopongo al vaglio e il risultato è stato poi quello di andare a ricercare i primi tre libri di Åsa Larsson.. Che magari andrebbero letti prima di questo, avendo a risolvere i casi le stesse due protagoniste.. Ma per me non è stato così fondamentale.

Insomma, come sempre non ho detto granché della storia ma è di nuovo un libro che nel suo piccolo si fa SENTIRE.. io proverei.

Buona lettura!

“Finchè sarà passata la tua ira”
Åsa Larson

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Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo..

E’ finalmente arrivata l’estate e non posso proprio privarMi del piacere di dare qualche spunto per una “fresca” lettura..
Nonostante il titolo (la frase che ho scelto da l’inizio alla storia sempre verde di Anna Karenina, 1887 Lev Tolstoj), non starò a consigliarvi i grandi classici ma invece cercherò di farvi immergere in una sgangherata famiglia irlandese, capitanata da Agnes, madre politically ‘S’correct di sette figli.

In realtà i libri, scritti da Brendan O’Carroll, sono quattro (usciti secondo l’ordine cronologico della storia, “Agnes Browne mamma”, “i marmocchi di Agnes”, “Agnes Browne nonna”; ad eccezione dell’ultimo, “Agnes Browne ragazza”, che invece si presenta come un antefatto e riporta alla giovinezza della nostra eroina) e raccolgono la saga tragicomica di Agnes Browne nella Dublino proletaria degli anni ’60.

Ho trovato per caso il primo dei libri in una bancarella dell’usato qualche anno fa e l’ho trovato strepitoso! Quindi a quel punto è iniziata la caccia agli altri..
Agnes è divertente, dissacrante, “inguaiata” ma una vera “tosta”, non sempre ci azzecca ma non si perde mai d’animo (e con sette figli ed un marito come Rosso Browne le prove da superare sono tante!). Ha 34 anni, proviene da un quartiere popolare di Dublino e la sua vita non è, ne sarà, facile, ma Agnes ha sempre le maniche rimboccate e la battuta pronta.. ma soprattutto, mentre scrivo mi accorgo che ciò che mi ha veramente colpito è il fatto che pur parlando del “volgo” questo libro non risulta mai volgare.
Agnes non è l’emblema dell’impeccabile genitore, e non ha la pretesa di dare grandi insegnamenti ma tutto sommato alle volte serve anche questo..
Buona lettura!

p.s. per chi invece preferisce i film ai libri, ho da poco scoperto che la storia di Agnes è stata portata sulle scene da Anjelica Huston nel 1999 (La storia di Agnes Browne).
Non ho ancora avuto modo di vedere questo film ma non me lo lascerò scappare ancora per molto!

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“Ohana” significa famiglia…

…e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato.

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Ho sentito la prima volta questa frase in un cinema una decina di anni fa, nel film Disney “Lilo e stitch”, come altre mille cose che inizialmente colpiscono poi l’ho persa, è passata.. fino a qualche settimana fa, quando sento (e forse non solo con l’orecchio, ma questo è un altro discorso…) una parola, forse un suono, che istantaneamente mi riporta dentro quel cinema; perso completamente il film e la storia, quello che rimaneva era la sensazione ‘familiare’ di quel termine, quel che rimaneva era il sentire mio quel termine.

Passa quel giorno ma questa volta mi porto dietro la parola ritrovata, che non si cheta, non si assopisce ma continua insistentemente a riproporsi, in un colloquio, in cui si parla della necessità di formare, ricreare o scegliersi e riconoscere la propria famiglia; nel nome di una barca; in un link su fb .. Insomma in qualche modo diventa per me il file rouge del mese, così da non poter più far finta di nulla e doverle necessariamente dare attenzione.
A quel punto, oltre che ripromettermi di andare a rivedere il film, butto la parola su google e riesco anche ad allargare un po’, se mai ce ne fosse stato bisogno, scoprendo che effettivamente “nella cultura Hawaiana, ʻohana significa famiglia.. nel senso esteso del termine, che include la relazione stretta, adottiva o intenzionale. Essa enfatizza l’idea che famiglia e amici sono uniti assieme, e che devono cooperare e ricordarsi gli uni degli altri”
.. Ed ecco allora perché questa parola continua a tornare, perché per me famiglia significa ohana!

E allora mi, e vi, chiedo: cosa fa delle persone che ci circondano la nostra famiglia? Cosa va oltre ai legami di sangue? Esistono delle persone che si riconoscono subito, nelle quali ci riconosciamo immediatamente, che si sentono dentro dalla prima volta che si incontrano?

..aspetto qualche vostro pensiero o spunto, per adesso una certezza ce l’ho, sono la terza di cinque, tra fratelli e sorelle.. pur essendo figlia unica.

Se mi chiami mollo tutto…

Approfitto subito del nuovo restyling del blog e di questo spazio per consigliarvi un libro che ho appena letto:

SE MI CHIAMI MOLLO TUTTO… PERÒ CHIAMAMI
è un libro di Albert Espinosa edito da Salani,
ad incuriosirmi è stata la copertina, decisamente fuori dagli schemi, e in rapida successione il titolo che ho trovato assolutamente geniale!
Raccontare un libro senza svelarlo è compito arduo, dirò solo che l’autore è riuscito a portarmi dentro la storia in un attimo e il protagonista è diventato nel giro di tre pagine un mio amico. .e poi c’è la storia, una bella storia “ricca”. È la storia di un amore che sta per finire, è la storia di un bambino diverso, speciale e di ciò che riesce a vedere e a far vedere alle persone che incontra, è la storia di un uomo e dei suoi diamanti..
Basta, Nessun libro ama esser troppo svelato..

Buona lettura a tutti,
Francesca