Il bisogno di benessere..

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Anche quando non sai della sua esistenza e non sai dargli un nome il senso della vita ti obbliga a fare i conti con lui.

Il senso della vita..già, ma cos’è? È l’equilibrio, il centro, il benessere. E questo benessere è dentro di noi, non viene influenzato da agenti esterni o contesti, non ne ha più chi ha soldi o chi è “fortunato”; è benessere del corpo e della mente, è saper attendere, è saper gestire la frustrazione, è il sentirsi comodi nei propri panni, il sentirsi desiderati, l’essere in armonia con il mondo.

Facile èh?! Soprattutto in questo periodo storico il senso della vita viene messo a dura prova, e quando non ce la fa a trovare soddisfazione il senso della vita urla, sbraita, cerca in tutti i modi di attirare la nostra attenzione.. O quella dei qualcuno vicino a noi! Nel migliore dei casi si trova il modo per ascoltarlo, per appagarlo, anche solo per chetarlo un pò.

Ma qualche volta non si trovano altri strumenti per metterlo a tacere che non delle sostanze fuori da noi.

E allora, talvolta, si cerca nelle droghe, nell’alcol, nel gioco, nel sesso o in una carta di credito ormai screditata, una via d’uscita, la salvezza, qualcosa che anestetizzi un malessere a cui non si trova giustificazione e per cui non si ha giustificazione.. In fondo “non ti abbiamo mai fatto mancar nulla”.

È un tentativo sgangherato di automedicarsi quando non si ha a disposizione altro per farlo e quando le persone accanto a te non riescono a vedere, sentire, comprendere..

Nella maggior parte dei casi i ragazzi che arrivano da noi sono stati tenuti a galla dalle droghe, hanno cercato di sopravvivere, con l’unico modo che gli è andato incontro, contro un male che non si ha spesso le parole per descrivere.
Quando però intravedi un mondo diverso, una alternativa allora sei fregato. Non puoi più far finta, non puoi più ignorare quello che i tuoi sensi gridano, non può più bastarti non sentire.. O cercare di farlo.
E allora ti metti in moto, cerchi, ti affidi, fatichi, ti laceri. Ma a qualcosa arrivi.
Oppure aumenti le dosi.

Ma non c’è bisogno di arrivare agli estremi, ognuno di noi ha a che fare con il suo senso della vita. Avete capito di cosa parlo, no?
Di quelle mattine in cui ti alzi dal letto solo perché qualcun altro ha deciso che devi farlo, di quei giorni in cui sei chiuso in un ufficio, in un negozio, in una macchina e vorresti solo salutare tutti cordialmente, prendere le tue cose, trovare un prato con un po di sole e sdraiartici. O.. Continuate voi con gli esempi…

Si può allora lavorare con esercizi semplici, anche manuali, fisici, “giocando” con gli elementi naturali, recuperando alcuni gesti del passato per allenare il senso della vita, ricercare il benessere, il proprio benessere e a dargli la giusta importanza.
Forti della convinzione che, come Silvia ci ha ricordato:
Ciò che facciamo sul corpo si riflette sulla mente, ciò che facciamo sulla mente si riflette sul corpo.

Ma ognuno di noi Sa, o dovrebbe sapere, cosa urla il suo benessere.
Quali sono i segnali che avete imparato a riconoscere?
Cosa si può fare con questo senso così ingombrante?
Quali sono le strategie che mettete in atto per appagarlo?
Ma soprattutto, siete riusciti a dargli un nome?

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