Il ritorno del Re episodio 2

Il ritorno del Re            episodio 2  di Pasquale Iannucci
Io voglio i fiori sul tavolo – dice Francesca –  Chi va a prendere i fiori?
Samuele guarda Giacomo che guarda Luca che guarda Tommaso.
Tommaso guarda Lorenzo. – Dai Pa’, vai tu.
Lorenzo Guarda Tommaso e poi Luca, Giacomo e Samuele. Sono tutti seduti sul divano, c’è il derby tra un’ora e sono tutti pronti, ai loro posti, in attesa del fischio d’inizio.
Francesca fa avanti e indietro dai fornelli alla tavola.
– Allora – ripete – chi va a prendere i fiori?
Lorenzo sospira. – Ci devo andare per forza io? – bisbiglia rivolto ai figli.
– E’ tua moglie – risponde Tommaso – te la sei scelta, a noi è toccata…
– Va bene, va bene…chi viene con me?
Tommaso indica Giacomo. – Lui – dice.
– E’ vero – incalza Luca – viene Giacomo.
Giacomo guarda il padre, poi i fratelli. – E perché io?
– Perché non stai facendo niente – ribatte Tommaso.
– Come non sto facendo niente? E tu che stai facendo?
Per tutta risposta Francesca gli piazza un paio di forbici in mano. – Finiscila e vai a prendere i fiori. – dice.
E poi, rivolto al marito: – E tu accompagnalo.
– Ma dove? – frigna Giacomo – Eppoi piove e fa freddo e non sono capace e ti avverto che se domani non vado a scuola perché ho la febbre non prendertela con me…
– Finiscila – ripete Francesca. Quindi lo fa alzare e gli mostra un alberello striminzito fuori dalla finestra, giù in giardino. – Li tagli da lì – dice. – E muoviti.
Giacomo sbuffa. – Che palle oh – dice – se non si fa come dici tu non va mai bene niente. Mai. Devi sempre decidere tutto tu. Quando uscire, cosa mangiare, dove andare. Siamo cresciuti a carotine e mmerda perché hai le fisse dell’alimentazione…
Quindi esce in giardino a raccogliere i fiori. Lorenzo dietro.
L’alberello ha i fiori bianchi striati di rosa. Giacomo afferra le forbici e inizia a tagliare qua e là. I rami più spessi li lascia al padre. Poi tornano in casa ma Francesca dice che roba è quella? Non potevate prenderne di più? Allora di nuovo sotto la pianta e giù a tagliare e strappare. Il grosso del lavoro lo fa Giacomo, Lorenzo si limita a impartire vaghi consigli e ordini del tutto superflui.
I fiori tagliati finiscono al centro della tavola, tra i bicchieri e le brocche d’acqua.
Adesso Francesca è più contenta, e così si mette ad accendere candele qua e là mentre gli altri prendono posto a tavola, con l’occhio sempre rivolto al televisore.
– Dai muoviamoci che tra un po’ inizia la partita – sbuffa Luca.
Francesca gli risponde non avere fretta, manca più di un’ora. E poi cerca con lo sguardo il consenso del marito che strizza l’occhio al figlio e schiarendosi la voce, annuisce con forza. – Sì sì non c’è fretta…
– Ma cosa c’entravano carotine e merda? – chiede Francesca sorridendo a Lorenzo
– Mah, in effetti non capisco perché ‘carotine’…
– Dai deficiente! Mi stai dicendo che cucino male?
– No no tutt’altro…ma i maschi hanno bisogno di porcate…grassi, unto, schifezze
– Ma non fai il dietologo?
– …per mettere a dieta gli altri…
– E poi direi che di porcate ne mangiate a quintali…lo so sai che ogni volta che lavoro fino a tardi ordinate cibo pronto
– Falso
– Vero, trovo sempre i cartoni di Mc in pattumiera
– Ah…giusto – Tommaso si risveglia dai suoi pensieri – in settimana devo portare il diploma di musica per il nuovo corso, chi me lo va a ritirare alla civica?
– Tu – risponde Francesca
– No dai. Non ne ho voglia
– Ma ti hanno chiesto se hai voglia di portarlo o te lo hanno chiesto e basta? – Aggiunge lorenzo
– Miiiii…quando comincia così! – Tommaso guarda Luca seduto di fronte.
– Vado io, vado io. Chiedevo…
– Vai a prendere la richiesta in camera che la compiliamo – aggiunge Lorenzo.
Tommaso guarda Peps seduto sotto di lui – Credo che dica a te – gli dice. Il cane storta la testa.
– Ho capito – sbuffa Tommaso – dopo mangiato andrò a prenderla io.
Giacomo starnutisce e guardando torvamente la madre dice: – Mi sa che domani niente scuola…
Francesca scuote la testa. – Vedremo intanto mangia.
Ad un certo punto Luca alza la testa dal piatto – Mamma – dice – secondo te è normale che conto le finestre dei piani dei palazzi fino a quando non raggiungo un numero pari?
Francesca dice sì, pensa che io divido sempre le parole. – E’ più forte di me. E tuo padre quand’è sotto stress, rilegge tutte le parole al contrario. Se tamburella con le dita sul tavolo in un senso, poi, deve farlo anche nell’altro.
Luca fissa Francesca sospettoso, poi Lorenzo. – Davvero? – E poi:-  SUPERMERCATO
Lorenzo ci pensa qualcosa come un nano-secondo e dice:- OTACREMREPUS!
Samuele li fissa uno ad uno con aria stupita. – Un ossessivo-compulsivo, passi. – dice – Tre, seduti alla stessa tavola, è una sfida alla legge delle probabilità. E io che pensavo di avere dei problemi.
– Sì davvero – aggiunge Tommaso – ma è una tara genetica?
– Ma che tara genetica – ride Francesca – è un dono!
Ma Tommaso non ne è molto convinto, si stringe nelle spalle. – Se lo dici tu…
Il telefono di Francesca vibra, si muove e si agita. Lei lo prende e legge il messaggio. – È la nonna – dice – ci avvisa di non chiuderci dentro con la chiave grande, si blocca la serratura e rischiamo di rimanere chiusi dentro…
La mano di Lorenzo rimane a mezz’aria con la forchetta, vuota. – Ma scusa – dice – e da quando è difettosa?
– Bè – risponde Francesca – da qualche settimana, te l’avevo già detto, ricordi?
Lorenzo poggia la forchetta e guarda Tommaso. – Con che chiave hai chiuso?
– Con la grossa, me l’hai data tu…
Samuele si alza e corre di sotto. – E’ bloccata – urla dopo un po’ – siamo chiusi dentro.
– Non ci credo! Dice  incredula Francesca.
– Se non mi avvisi io che ne so – risponde Lorenzo.
– E adesso? – domanda Luca.
– Evvai! – esulta Giacomo – allora domani niente scuola!
– E il gatto? – chiede terrorizzato Lorenzo – mi sveglia tutte le notti per uscire. Come lo faccio uscire adesso?
Luca indica la finestra – E’ l’unica.
Così restano a guardarlo mentre vola, atterra e scompare, inghiottito dalle tenebre.
Poi Lorenzo guarda Francesca. – Io domattina non salto mica dalla finestra…
– Io nemmeno – dice lei.
– Che si fa?
– Boh, intanto mi guardo il derby, domattina affrontiamo la situazione…
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