Eiaculazione precoce e sensi

Come ripeto spesso, dobbiamo essere sempre cauti a concentrarci sulla risoluzione dei sintomi, senza capire di cosa ci stiano parlando. Un sintomo, come anche il disturbo da eiaculazione precoce, ci avverte che qualcosa non va. Se noi lavoriamo per eliminare il sintomo senza occuparci della causa, non risolviamo nulla. Il sintomo si ripresenterà nella stessa forma e con intensità maggiore, oppure si sposterà su altro. In ogni caso non è una buona idea.Ma ci sono dei ‘però’…

A volte il sintomo si manifesta in seguito ad un episodio recente o non particolarmente profondo; può essere in risposta ad un periodo di particolare stress, ad una relazione nuova, ad una compagna particolare..

Oppure il sintomo può essere anche segnale di un disturbo più importante e profondo, che però si è già risolto e il corpo ne mantiene ancora la memoria. Quasi sempre infatti, risolto un disturbo, i sintomi si risolvono con tempi più lunghi.

In questi casi può aver senso lavorare sul sintomo.

Una delle prime strategie che si possono utilizzare è il recupero dei sensi.

Anche se non ce ne rendiamo sempre conto, siamo una generazione che non usa a sufficienza i sensi. Gli stimoli sono molto forti…luci, colori, suoni….non ci permettono di allenarci ad un sentire più fine, più sottile. Il tatto poi è uno dei sensi che utilizziamo meno.

Se consideriamo che il disturbo da eiaculazione precoce scollega per un attimo il controllo del riflesso, capiamo quanto importante diventi un buon rapporto con il proprio sentire. Più si è agganciati nel corpo,  ben incarnati, con il sentire fino alla periferia del nostro corpo, più saremo capaci di sentire anche le più piccole modificazioni sensoriali e, di conseguenza, in grado di riconoscere il momento giusto per fermarsi.

Allora uno degli esercizi per migliorare la performance è l’allenamento ai sensi, in particolar modo al tatto. Riconoscere i profumi mentre camminiamo per strada, il gusto dei diversi ingredienti quando mangiamo, le diverse sensazioni date dal toccare i materiali diversi…non solo con le mani ma anche con i piedi…o ancora l’antico gioco del disegno sulla schiena. Chiediamo a qualcuno di disegnarci qualcosa sulla schiena utilizzando un dito….e proviamo ad indovinare il disegno.

Tutti questi esercizi possono aiutarci ad essere più in contatto con il nostro sentirte e quindi più capaci di ‘controllare’… buon divertimento…

Silvia Pagani

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